A cura dell'avvocato Nicola Ferrante e Associati


Prima di riferire alcune linee guida per le richieste di finanziamenti Horizon 2020, si ritiene doveroso aprire una parentesi sulla compatibilità di tale programma con altri fondi e programmi, oltre che sull’insistenza di questi ultimi su settori che tecnicamente ricadono sotto Horizon 2020.
Una domanda aiuta ad afferrare più efficacemente il senso della questione. Ho un’idea e voglio finanziarla: è certo che sia Horizon 2020 il programma “giusto” cui rivolgersi?
Nell’articolo sui punti di contatto nazionali si era messo in luce il possibile dubbio in merito allo strumento più adatto alla situazione concreta, ora è il momento di approfondire l’argomento. Si preannuncia, comunque, che l’obiettivo di questo articolo non è quello di riassumere tutti i fondi e programmi che si citeranno, ma quello di allertare il lettore sulla compresenza di soluzioni alternative a Horizon 2020, la cui ipotetica maggiore utilità deriverà dalle caratteristiche della situazione in cui il richiedente si trova. Si cercherà, in breve, di fornire indicazioni verso altre destinazioni, quelle che si ritengono più prossime a Horizon 2020, senza disperdersi sulle caratteristiche salienti di detti obiettivi. Per informazioni aggiuntive si rinvia ai siti web di ciascun fondo o programma.
Horizon 2020 si affianca innanzitutto a “COSME”, anch’esso nuovo, in quanto sostituisce il vecchio CIP. Anziché finanziare attività di ricerca e innovazione, COSME sostiene le imprese, specialmente le PMI: consente finanziamenti, garanzie e prestiti per lo sviluppo di imprese, per agevolarne l’accesso al mercato, per stimolarne la competitività. Se cercate fondi per un’impresa, ma non vi pare che l’impresa si occupi di ricerca e sviluppo, vi conviene puntare su un programma come COSME, non su Horizon 2020. Entrambi, per altro, condividono alcuni strumenti e COSME, analogamente a Horizon 2020, si attiva frequentemente quando vengono presentate proposte di progetti.
Un altro strumento che può sovrapporsi a Horizon 2020 è “LIFE”, il programma dedicato alle questioni ambientali. LIFE agisce in via diretta, cioè senza lo schermo di un ente statale, e nella maggior parte dei casi sovvenziona progetti selezionati tra quelli che i richiedenti presenteranno di volta in volta. Va detto che i progetti che abbiano un impatto in campo ambientali si presume siano di dimensioni particolarmente grandi. La partecipazione è consentita ad enti pubblici e privati, anche se il programma non si limita a soggetti dei soli Stati membri dell’UE.
Da segnalare anche il nuovo programma “Erasmus+”, per la mobilità di chi fa ricerca.
Ai potenziali interessati ad Horizon 2020 potrebbe convenire il monitoraggio di alcuni fondi strutturali e di investimento europei (fondi “SIE”): Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), Fondo sociale europeo (FSE), Fondo di coesione (FC), Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP). Precisazione importante: i fondi SIE si reggono su una metodologia profondamente diversa da quella che regola il funzionamento di strumenti diretti, quali Horizon 2020, COSME e LIFE: i fondi SIE sono indiretti, pertanto la partita non si gioca più esclusivamente tra richiedente e Unione europea (rappresentata dalla Commissione o da agenzie), ma vi si inserisce un soggetto ulteriore, lo Stato membro. Sono gli Stati membri, nella persona di apposite Autorità di gestione, nazionali o regionali, che ricevono le dotazioni nazionali dei fondi strutturali e che si incaricano di pubblicare i bandi, fare le selezioni, gestire i progetti selezionati.
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